Niente messaggi nella piattaforma di comunicazione scuola-famiglia
Disattendere al divieto può costare (come minimo) un ammonimento dell’Autorità per la protezione dei dati personali
Il Garante della Privacy (provvedimento 169/2025) ha chiarito che inserire messaggi diretti alla mamma dell’alunno nella piattaforma scolastica pubblica può costare (come minimo) un ammonimento dell’Autorità per la protezione dei dati personali.
I fatti
Nella vicenda la madre di un alunno lamentava di aver ricevuto attraverso la piattaforma scolastica una comunicazione con la quale veniva avvertita che era stato lasciato un questionario compilato presso la reception della scuola e che l’insegnante aveva bisogno di parlare con lei per alcuni aggiornamenti “delicati” riguardanti il figlio. Tale messaggio era stato inviato in modalità pubblica a tutti i genitori della classe e con la medesima modalità era stato inviato un ulteriore messaggio a contenuto particolarmente riservato di risposta alla richiesta di chiarimenti della reclamante.
Il provvedimento
Il Garante ha evidenziato che i minori, in considerazione della loro particolare “vulnerabilità”, meritano una specifica protezione in relazione ai loro dati personali, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi, delle conseguenze, nonché dei loro diritti in relazione al trattamento dei dati. Ciò specie qualora i trattamenti afferiscano alla valutazione di aspetti personali in particolare mediante la previsione di aspetti riguardanti il rendimento scolastico.
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L’istituto aveva reso conoscibile in modo ingiustificato a soggetti terzi dati personali riguardanti il figlio della reclamante. Ciò premesso, le circostanze del caso concreto hanno indotto il Garante a qualificare l’evento come una “violazione minore”. Ciò tenuto conto che il titolare del trattamento era un istituto scolastico di ridotte dimensioni; l’evento si si era verificato in quanto la docente riteneva, per un mero errore materiale, di aver inserito i messaggi nella sezione privata della piattaforma; i messaggi erano stati visibili nella piattaforma, il primo per un totale di 18 minuti, il secondo per un solo minuto, in quanto l’insegnate aveva provveduto tempestivamente a cancellarli.


