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Listeria nei formaggi francesi: maxi richiamo anche in Italia

Dal Brie al Camembert: maxi allerta di formaggi francesi contaminati da listeria (e venduti anche in Italia)
In Francia c’è un nuovo maxi richiamo per listeria e ancora una volta protagonisti sono formaggi molto noti come Brie e Camembert, ritirati dopo diversi casi di listeriosi e due decessi confermati. Alcuni prodotti sono arrivati anche all’estero (Italia compresa)

Torniamo a parlare di formaggi contaminati, provenienti questa volta da una delle terre simbolo di questo alimento: la Francia. Le autorità hanno lanciato una maxi allerta per una sospetta contaminazione da Listeria monocytogenes in diversi lotti di formaggi prodotti dall’azienda Chavegrand, con sede nella Creuse. I prodotti in questione sono stati distribuiti su larga scala, in Francia ma anche all’estero.

Il rischio non è solo teorico. Al momento sono stati identificati 21 casi di listeriosi, di cui 18 dall’inizio di giugno, con pazienti di età compresa tra i 34 e i 95 anni. Purtroppo, due persone hanno già perso la vita.

Secondo Santé Publique France, la maggior parte dei pazienti rientra in fasce a rischio – anziani o individui con patologie pregresse – che rendono l’infezione particolarmente pericolosa.

Cos’è la listeriosi
La listeriosi è un’infezione provocata dal batterio Listeria monocytogenes. I sintomi possono includere febbre, mal di testa e dolori muscolari, ma nei casi più gravi evolve in meningite o complicazioni neurologiche.

Il periodo di incubazione può durare fino a otto settimane, e i soggetti più vulnerabili sono donne incinte, neonati, anziani e persone immunodepresse. In Francia questa malattia rappresenta la seconda causa di morte per intossicazione alimentare, subito dopo la salmonella.

L’indagine e il legame con i formaggi Chavegrand
Grazie alla collaborazione tra l’Istituto Pasteur, la Direzione generale della sanità e quella dell’alimentazione, è stato individuato un possibile collegamento tra i casi di infezione e i formaggi a base di latte pastorizzato prodotti dal caseificio Chavegrand, nella Creuse.

All’inizio di agosto, le indagini epidemiologiche e microbiologiche hanno fornito prove convergenti, spingendo l’azienda a disporre un ritiro di massa dei suoi prodotti.

Sono coinvolti tutti i formaggi a pasta molle con crosta fiorita prodotti prima del 23 giugno 2025 dall’azienda Chavegrand, con sede nel dipartimento della Creuse, in Francia centrale. Tra i prodotti richiamati, più di 40 lotti in tutto, figurano brie, camembert, gorgonzola e formaggi di capra come i bûches, commercializzati sotto diversi marchi, tra cui Le Berger, Le Lion Fromage Royal, Saveur d’antan e Le Petit Grignoteur.

Questi formaggi, realizzati con latte pastorizzato di vacca o di capra, sono stati distribuiti fino al 9 agosto non solo in tutta la Francia ma anche all’estero, raggiungendo le principali catene della grande distribuzione, tra cui Leclerc, Carrefour e Auchan.

I consumatori possono identificarli grazie al marchio sanitario FR 23.117.001 CE/UE riportato in etichetta o consultando le schede pubblicate sul portale governativo Rappel Conso.

I richiami si sono poi estesi anche all’estero, dato che i formaggi sono stati venduti in particolare nei supermercati di Belgio e Svizzera.

E in Italia?
Anche in Italia è stata diramata l’allerta: i supermercati Carrefour Italia hanno disposto il richiamo del formaggio di capra “Buche Chevre La Belle du Bocage” prodotto da Fromagerie Chavegrand in Francia (FR 23.117.001 CE), per possibile contaminazione da Listeria monocytogenes. Il richiamo riguarda tutte le scadenze comprese tra il 25 luglio e il 12 agosto 2025, quindi già superate.

Il richiamo porta la data dell’11 agosto, ed è davvero troppo tardivo rispetto alla scadenza del formaggio in questione.

La replica del caseificio
Il caseificio Chavegrand, fondato nel 1952 e con 120 dipendenti, ha dichiarato che la contaminazione sarebbe avvenuta in una vecchia linea di produzione, ormai dismessa e sostituita da impianti nuovi sottoposti a controlli intensificati.

“Abbiamo aumentato di 100 volte il numero delle analisi”, ha dichiarato l’azienda, definendo l’episodio “estremamente raro” e porgendo le condoglianze alle famiglie colpite. Ma le associazioni dei consumatori, come Foodwatch, denunciano i richiami tardivi.

Così ha commentato Camille Dorioz Responsabile campagna Foodwatch Francia:

Il problema per i consumatori è che, come al solito, questi richiami arrivano troppo tardi, quando il danno è già fatto. Le autorità e l’azienda erano apparentemente consapevoli del rischio da diverse settimane, ma non hanno adottato le misure necessarie. Questo scandalo sanitario avrebbe potuto essere evitato.

Le autorità sanitarie francesi consigliano di ridurre il rischio di contaminazione da Listeria alle persone fragili che dovrebbero evitare non solo i formaggi a pasta molle con crosta fiorita (specialmente se a base di latte crudo), ma anche prosciutti, paté, rillettes, pesce affumicato e crostacei crudi.

Fonte: Ministère de l’Agriculture et de la Souveraineté alimentaire