
Sharing Cube non si limita a sollevare il problema sicurezza
Siamo convinti che non serva parlare dei problemi se non ci si adopera per risolverli in “SHARING”, ossia condividendo conoscenze e competenza per il benessere della Comunità.
Sharing Cube propone diverse misure per migliorare la sicurezza urbana, tra cui:
Rafforzamento delle Competenze Regionali e Locali: Le Regioni devono essere maggiormente coinvolte nella gestione della sicurezza urbana, con un aggiornamento della legislazione regionale e maggiori risorse per le polizie locali.
Miglioramento della Collaborazione tra le Forze di Polizia: Va potenziato lo scambio informativo tra le forze di polizia locali e statali, utilizzando tecnologie avanzate come la videosorveglianza e l’intelligenza artificiale per la gestione dei dati.
Monitoraggio delle Politiche di Sicurezza: È necessario creare un sistema di monitoraggio per valutare l’efficacia delle politiche di sicurezza e introdurre un Osservatorio presso il Ministero dell’Interno per supervisionare i Patti per la Sicurezza Urbana.
Promozione della Partecipazione Civica: I cittadini devono essere coinvolti nella gestione della sicurezza attraverso patti di collaborazione civica e la rigenerazione urbana partecipata, strumenti che favoriscono una responsabilità condivisa.
Investimenti nelle Periferie: Le periferie devono diventare un punto centrale delle politiche di sicurezza, con investimenti in infrastrutture sociali come scuole, impianti sportivi e centri di aggregazione, per contrastare la marginalità e promuovere una cultura di coesione sociale
Infine i servizi sociali devono essere maggiormente coinvolti per l’azione di prevenzione, in collaborazione con la ASL territoriale.
Molti di coloro che commettono reati gravi, risultano spesso soffrire di patologie gravi di salute mentale.
Oggi manca una seria mappatura del territorio, un audit della qualità del servizio offerto ai cittadini che soffrono di queste patologie. Manca un’azione di monitoraggio delle situazioni più gravi che, in caso di pericolo per se stessi e per la comunità deve portare ad un ricovero in TSO!
E’ un processo lungo che si costruisce in modo condiviso e senza divisioni politiche.
Quello che abbiamo denominato “il gioco della bottiglia” dell’amministrazione comunale di Foggia serve solo a dare inutili disinformazioni ai cittadini. Se ho paura di uscire, se ho paura di tornare a casa, non mi serve sapere di chi è la colpa. Mi serve sapere cosa si sta facendo per la mia sicurezza e in quanto tempo l’amministrazione si impegna a garantire serenità e sicurezza Urbana.
I residenti solo queste risposte vogliono, senza illusioni, senza approssimazione e incompetenza e senza giochetti elettorali.


